fiori domicilio consegna fiori

bussola Disambiguazione – Cesare e Giulio Cesare reindirizzano qui. Se cerchi altri significati, vedi le voci Cesare (disambigua) e Giulio Cesare (disambigua).

Nonostante le origini aristocratiche, la famiglia di Cesare non era ricca per gli standard della nobiltà romana, né particolarmente influente; ciò rappresentò inizialmente un grande ostacolo alla sua carriera politica e militare, e Cesare dovette contrarre ingenti debiti per ottenere le sue prime cariche politiche. Inoltre, negli anni della sua giovinezza, lo zio Gaio Mario si era attirato le antipatie della nobilitas repubblicana (anche se successivamente Cesare riuscì a riabilitarne il nome), e questo metteva anche lo stesso Cesare in cattiva luce agli occhi degli optimates.

Suo padre, suo omonimo era stato pretore nel 92 a.C. e aveva un probabile fratello, Sesto Giulio Cesare, console nel 91 a.C., ed una sorella Giulia, che aveva sposato intorno al 110 a.C. Mario; la madre era Aurelia Cotta, proveniente da una famiglia che aveva dato a Roma numerosi consoli. Il futuro dittatore ebbe due sorelle, entrambe di nome Giulia: Giulia maggiore, probabilmente madre di due dei nipoti di Cesare menzionati insieme ad Ottaviano nel suo testamento , ovvero Lucio Pinario e Quinto Pedio, e Giulia minore, sposata con Marco Azio Balbo, madre di Azia maggiore e di Azia minore, a sua volta madre di Ottaviano.

La famiglia viveva in una modesta casa della popolare e malfamata Suburra, dove il giovane Giulio Cesare fu educato da Marco Antonio Gnifone, un illustre grammatico nativo della Gallia. Cesare trascorse il suo periodo di formazione in un'epoca tormentata da gravi disordini. Mitridate VI, re del Ponto, minacciava le province orientali; contemporaneamente, era in corso in Italia la Guerra sociale, e la città di Roma era divisa in due fazioni contrapposte: gli optimates, favorevoli al potere aristocratico, e i populares o democratici, che sostenevano la possibilità di rivolgersi direttamente all'elettorato. Pur se di nobili origini, fin dall'inizio della sua carriera Cesare si schierò dalla parte dei populares, scelta sicuramente condizionata dalle convinzioni dello zio, capo dei populares e rivale di Lucio Cornelio Silla, sostenuto da aristocrazia e Senato.

La gioventù

Nell'86 a.C. lo zio Gaio Mario morì, e nell'84 a.C., quando Cesare aveva solo sedici anni, morì il padre Gaio Giulio Cesare il Vecchio. L'anno seguente Cesare ripudiò la sua promessa sposa Cossuzia per sposare Cornelia Cinna Minore, figlia di Lucio Cornelio Cinna, alleato e amico di Gaio Mario. Il nuovo legame con una famiglia notoriamente schierata con i popolari, oltre alla parentela con Mario, causarono problemi non indifferenti al giovane Cesare negli anni della dittatura di Silla. Questi cercò di ostacolarne in tutti i modi le ambizioni, bloccando la sua nomina a Flamen Dialis; la situazione poi si aggravò quando il dittatore, avuta la meglio su Mitridate VI, rientrò in Italia e sconfisse i seguaci di Mario nella battaglia di Porta Collina, nell'82 a.C. Ormai capo indiscusso di Roma, Silla si autoproclamò dittatore perpetuo per la riforma delle leggi e la restaurazione della repubblica, e iniziò ad eliminare i suoi avversari politici; ordinò a Cesare di divorziare da Cornelia poiché non era patrizia, ma Cesare rifiutò. Silla meditò allora di farlo uccidere, ma dovette poi desistere dopo i numerosi appelli rivoltigli dalle Vestali e da Gaio Aurelio Cotta. In quell'occasione esclamò:

Nel 63 a.C. irruppe sulla scena politica Lucio Sergio Catilina. Nobile decaduto, egli tentò più volte di impadronirsi del potere: organizzò una prima congiura nel 66 o nel 65 a.C., a cui Cesare prese probabilmente parte. La congiura, che avrebbe portato all'elezione di Crasso come dittatore e dello stesso Cesare come suo magister equitum, fallì per l'improvviso abbandono del progetto da parte di Crasso, o forse perché Cesare si rifiutò di dare il segnale convenuto che avrebbe dovuto dare inizio al programmato assalto al senato. Quando nel 63 la seconda congiura di Catilina fu scoperta da Marco Tullio Cicerone, Lucio Vezio, amico di Catilina, fece i nomi di alcuni congiurati, includendo tra essi anche Cesare. Questi fu scagionato dalle accuse grazie al tempestivo intervento di Cicerone, ma resta assai probabile che avesse partecipato, almeno inizialmente, anche a questa seconda congiura. Ad avvalorare l'ipotesi è il discorso che lo stesso Cesare pronunciò in senato in difesa dei congiurati Lentulo e Cetego: dopo la sua fuga, Catilina aveva lasciato a loro le redini della congiura, ma i due erano stati scoperti grazie ad un abile piano congegnato da Cicerone, principale accusatore di Catilina e responsabile del fallimento della congiura. Discutendo sulla pena a cui condannare Lentulo e Cetego, molti senatori avevano proposto la condanna a morte; Cesare, invitando tutti a non prendere decisioni avventate e dettate dalla paura, propose di confinare i congiurati e di confiscare loro i beni. Il discorso di Cesare, che aveva convinto molti senatori, fu però seguito da un altro, molto acceso, pronunciato da Marco Porcio Catone Uticense, che riuscì a reindirizzare il senato verso la condanna a morte dei congiurati. Lentulo e Cetego furono quindi condannati a morte senza che gli fosse concessa la provocatio ad populum. Il discorso di Cesare, grazie al quale egli si presentò come un uomo saggio e poco vendicativo, fu molto gradito al popolo, che sperava nei benefici che Catilina gli avrebbe concesso; è però probabile che con le sue parole il futuro dittatore tentò anche di salvare dalla morte degli amici e compagni politici con i quali aveva indubbiamente collaborato.

Dopo la morte della moglie Cornelia nel 68 a.C., Cesare sposò Pompea, nipote di Silla. Ma nel 62 a.C. Publio Clodio Pulcro, amante di Pompea, si introdusse in casa di Cesare, dove la stessa Pompea stava preparando le celebrazioni per la festa di Bona Dea. Scoperto mentre era travestito da ancella, Clodio venne processato per lo scandalo, e Cesare ripudiò Pompea, pur rifiutando di testimoniare contro Clodio al processo. Eletto pretore, nel 61 a.C. fu poi governatore della provincia della Spagna ulteriore, dove condusse operazioni contro i Lusitani; acclamato imperator, gli fu tributato il trionfo una volta tornato a Roma. Tuttavia, Cesare fu costretto a rinunciarvi, in quanto per celebrare il trionfo avrebbe dovuto mantenere le sue vesti di militare e restare fuori dalla città di Roma: il propretore chiese dunque al senato il permesso di candidarsi al consolato in absentia, attraverso i suoi legati, ma Catone l'Uticense fece in modo che la richiesta fosse respinta. Cesare, posto di fronte ad una scelta particolarmente importante per la sua carriera futura, preferì dunque salire il gradino successivo del cursus honorum, e candidatosi nel 60 a.C. fu eletto console per l'anno 59 a.C.

Il triumvirato e il consolato (60-59 a.C.)

Gli Elvezi inviarono a Cesare dei messaggeri che chiesero l'autorizzazione ad attraversare pacificamente la Gallia Narbonense; Cesare, però, temendo che una volta in territorio romano quelli si abbandonassero a razzie, gliela rifiutò, dopo aver fatto fortificare la riva del Rodano. Gli Elvezi, allora, decisero di attraversare il territorio dei Sequani; Cesare tuttavia, non si disinteressò della questione e, adducendo tra i vari pretesti le devastazioni compiute dagli Elvezi stessi ai danni degli Edui, alleati dei Romani, si decise ad affrontarli, e li sconfisse irreparabilmente a Bibracte.

Una volta sconfitti, agli Elvezi fu consentito di tornare nel loro territorio d'origine, in modo da evitare che questo venisse occupato da popoli germanici proveniente dalle zone del Reno e del Danubio.

I Galli chiesero allora a Cesare la possibilità di riunirsi in un'assemblea generale per fronteggiare il problema dell'invasione dei Germani guidati da Ariovisto. Questi aveva già invaso la Gallia in precedenza ma, pur avendo ottenuto la vittoria, era stato convinto dal Senato a rientrare entro i propri confini, ottenendo il titolo di rex atque amicus populi Romani. Quando i Galli, al termine dell'assemblea, chiesero a Cesare di aiutarli a ricacciare l'invasore oltre il Reno, lo stesso Cesare propose ad Ariovisto di stipulare un accordo. Il re germano rifiutò, e Cesare decise di affrontarlo. Le legioni, però, intimorite dalla fama di imbattibilità che i Germani avevano guadagnato, sembravano sul punto di rifiutare il combattimento e ammutinarsi; Cesare, allora, disse che avrebbe sfidato Ariovisto portando con sé solo la fedelissima decima legione, e le altre, per dimostrare il loro valore, accettarono allora di seguirlo.

Il generale romano avanzò verso Ariovisto, che aveva attraversato il Reno e l'Ill e, dopo un ultimo fallimentare negoziato, si decise a dare battaglia, presso l'odierna Mulhouse, ai piedi dei Vosgi. I Germani furono duramente sconfitti e massacrati dalla cavalleria romana mentre tentavano di salvarsi attraversando il fiume.

Con la vittoria su Ariovisto, Cesare fermate le invasioni germaniche e posto il Reno come confine tra la Gallia e la Germania stessa, salvò le popolazioni galliche dal pericolo dell'invasione, stabilendo c

Ultime Notizie

Uefa, solo un pari per il Milan Coppa Italia, Torino e Roma ok
I rossoneri pareggiano 2 a 2 con il Wolfsburg e adesso incontreranno una delle terze di Champions

La Nasa vende gli Shuttle in pensione: 42 milioni di dollari
Le prime navicelle saranno disponibili alla fine del programma spaziale nel 2010

fiori domicilio consegna fiori

Vendita di fiori e composizioni floreali. pagamento con carta di credito o bonifico, spedizioni in oltre 100 paesi del mondo oltre all'Italia.

leggere...

Fiori vendita fiori online consegna fiori a domicilio

Vendita Fiori On Line, consegna fiori a Roma in Italia e nel Mondo, fiori a domicilio sempre con puntualità e cortesia

leggere...

Vendita Fiori Online, Consegna Fiori a Domicilio Invio Fiori Online ...

Vendita online e consegna fiori freschi a domicilio in tutta Italia. Ordina i fiori che preferisci ed arriveranno oggi stesso, puoi ordinarli anche per telefono

leggere...

Vendita fiori online

consegna fiori a domicilio a roma in italia e nel mondo.per l'invio di fiori online entra nel nostro sito.esperienza decennale per la vendita di fiori online

leggere...

Fiori Online Consegna Fiori Domicilio Invio Fiori Online Addobbi ...

Fiorista fiori online, fiori e regali consegna fiori a domicilio piante bouquet bambole di porcellana oggettistica in vetro di murano omaggi floreali, addobbi cerimonie ...

leggere...

Vendita Fiori Bandera - Fiorista Consegna Fiori online

Consegna di omaggi floreali (piante, fiori) per ogni occasione, San Valentino, festa della donna, festa della mamma, anniversario, regalo, funerale, auguri di compleanno, buon ...

leggere...

Consegna di fiori e piante a domicilio

Vendita fiori online, consegniamo a domicilio in tutta Italia entro un massimo di 24 ore. Puoi ordinare anche per telefono.

leggere...

Consegna fiori a domicilio - FiorFiori.it

Consegna fiori a domicilio Italia fiori compleanno San valentino Festa della Donna Festa della Mamma Natale onomastico fiori per lutto spedizione e vendita fiori online offerte e ...

leggere...

Fiori a domicilio fiori online consegna fiori in Italia

Negozio Fiori, Consegna Fiori a domicilio ... Un gesto d’amore per una PERSONA SPECIALE… Regala un bouquet di fiori misti creato con cura e stile esclusivo del fiorista!!

leggere...

Negozio Fiori, Consegna Fiori a domicilio

Spedizione fiori Vendita consegna a domiclio di fiori on line, servizio di spedizione fiori online! Puoi scegliere il regalo più adatto bouquet mazzi di fiori, bambole di ...

leggere...